Per indicare un indirizzo IP pubblico a scopo dimostrativo o documentale, esistono dei blocchi di indirizzi riservati ufficialmente per evitare conflitti con quelli reali in uso su Internet.
1. Indirizzi IPv4 (I più comuni)
Secondo la normativa RFC 5737, sono stati riservati tre intervalli specifici per la documentazione e gli esempi:
- 192.0.2.0/24 (TEST-NET-1): Ad esempio
192.0.2.1. - 198.51.100.0/24 (TEST-NET-2): Ad esempio
198.51.100.42. - 203.0.113.0/24 (TEST-NET-3): Ad esempio
203.0.113.100.
Questi indirizzi non sono instradabili su Internet, il che li rende l’equivalente perfetto di esempio.org per i numeri IP.
2. Indirizzi IPv6
Per il nuovo standard IPv6, la RFC 3849 riserva un intero prefisso:
- 2001:db8::/32: Qualsiasi indirizzo che inizi con questa sequenza (es.
2001:db8:a:b:c:d:e:f) è considerato puramente dimostrativo.
Perché non usare IP a caso?
Usare un IP reale (come quello di Google 8.8.8.8) in una guida o in un tutorial è considerato una cattiva pratica, perché un utente distratto potrebbe copiare e incollare l’indirizzo in un file di configurazione, causando problemi di rete o traffico indesiderato verso server reali.

